Inspiegabile
Ci sono delle cose indiscutibilmente difficili da fare: Dimostrare l’esistenza di Dio; Pronunciare correttamente la
Ci sono delle cose indiscutibilmente difficili da fare: Dimostrare l’esistenza di Dio; Pronunciare correttamente la
L’overload di messaggi pubblicitari a cui siamo soggetti ormai quotidianamente ha fatto in modo che
“L’analisi dell’edificante linguaggio altrui mi portò a questa conclusione: parlare era un atto di creazione
Falafel Express è uno spettacolo di Graphic Teatro prodotto dalla Compagnia Lumen. Progetti, Arti, Teatro
In quest’epoca fatta di mezzi e strumenti di comunicazione, si parla oggi più che mai di Digital Strategy. Cos’è, a che serve e come si fa sono argomenti che meritano un approfondimento per tutti coloro che hanno a che fare con una attività da promuovere ai giorni di oggi.
Titolo: Cose dell’altro mondoRegia: Francesco PatiernoSceneggiatura: Diego De Silva, Giovanna Cock, Francesco PatiernoAttori: Valerio Mastrandrea,
Regia: Roman PolanskiSceneggiatura: Roman PolanskiCast: Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, John C. ReillyAnno: 2011
”Quello di cui ha bisogno il mondo è un po’ di stupore”
Autoritratto fotografico, esplorazione della propria immagine, riconoscimento. Jen Davis ha sostenuto una prova difficile, quella del confronto con se stessa in una forma indesiderabile usando il linguaggio che più le si confaceva, la fotografia.
La bellezza di questo lavoro risiede in questo percorso di autorappresentazione che è più un bisogno di autoriconoscimento. Un fotografo di solito “guarda” attraverso la macchina fotografica e legittima una realtà tra le altre, quasi mai “si guarda” permettendosi di esistere nella propria arte.
Mi porto nel cuore questo cortometraggio documentario da tanti anni, da quando l’ho conosciuto. Da donna sono sensibile alla tematica del corpo delle donne, così legato all’autoaccettazione ancor prima che all’accettazione sociale. Il corpo delle donne, specchio spesso indesiderato dell’anima femminile, tela sulla quale si soffermano gli occhi e i giudizi dei più, schermo dentro il quale penetrano poi rifrazioni complesse di sentimenti difficili da leggere, comprendere, accettare.
Quattro donne vengono indagate dalla macchina da presa e svelate dal linguaggio cinematografico. Invitate a confrontarsi, si guardano e si lasciano guardare concedendoci di camminare con loro nella loro intima relazione con il proprio corpo.