la soglia letteraria episodio 1

La soglia letteraria

Allo SfogliaCaffè succedono cose molto strane mentre si chiacchiera e si legge. Per scoprirlo non vi basta che leggere!

N.B.: Tenere fuori dalla portata degli scettici!

Ragionando d’amore

Bentornati! Accomodatevi pure in poltrona e prendete pure tutti i muffin di cui avete voglia. Ora ho un po’ di tempo per andare avanti con la storia…

Se vi siete persi l’introduzione, potete trovarla cliccando qui! Buona lettura!

Muffin Inferno…

Tutto è iniziato quasi sei mesi fa, in una calda giornata di inizio aprile.
Mi pare che fosse l’8! Avevo aperto il caffè letterario da poco ed era una di quelle giornate particolarmente frenetiche. La mattina c’era stato un via vai di persone per la colazione, poi era arrivata gente per pranzo e solo intorno alle 15 avevo avuto modo di sprofondare in una delle comode poltrone del bar, proprio accanto a una delle librerie che decorano le pareti.

Non ero sola: intorno a me c’erano diversi ragazzi intenti a studiare ai tavoli, un signore anziano leggeva uno dei libri messi a disposizione e una coppia che parlava sorseggiando un tè. Mi ero seduta con l’intento di pensare a gusti di muffin che potessero rimandare a delle poesie o opere letterarie. Avevo appena finito di scrivere “Muffin Inferno: cioccolato e peperoncino”, quando ho sentito uno degli studenti chiedere ad una compagna.

– Ma quindi Dante se l’è trombata Beatrice?

…dubbi…

– No! Qui c’è scritto che l’amore che Dante prova per Beatrice è casto. Lei è la donna angelo, quindi, il tramite verso Dio- gli ha risposto lei con tono sapiente.
– Eh, ma dopo che l’ha fatta diventare la donna angelo, gliel’avrà data?- ha insistito lui. 
– Il libro non lo dice… ma Dante era sposato, poi Beatrice è morta giovane… non credo-.

Il ragazzo ha sbuffato, scuotendo la testa. 

-Tutto ‘sto casino e mai una gioia! Che mi rappresenta?

– Un’idea d’amore potentissima che ci è arrivata fino ad oggi: che l’amore ci salva sempre, qualsiasi forma assuma- mi sono intromessa io, sorridendogli e avvicinandomi al loro tavolo. 

-Ma se una non ti vuole, come ti può salvare?- mi ha chiesto.

Non spetta a Beatrice salvare Dante, come non spetta a nessuno di noi salvare un altro essere umano. La Mazzantini scrive Nessuno si salva da solo ed è vero… ma perché non siamo mai veramente soli sulla faccia della terra. Proviamo sentimenti verso altre persone e queste possono cambiarci, migliorarci, annientarci. Non importa se Beatrice non è andata davvero a letto con Dante o se non ne era realmente innamorata. Ha significato abbastanza nella vita di Dante da spingerlo a credere nella possibilità di salvarsi. Poi devi considerare che si tratta di letteratura… non devi prendere tutto in maniera letterale, soprattutto quando sei davanti ad autori medievali. Devi pensare all’idea che ti vogliono trasmettere.

Il ragazzo continuava a sembrare interdetto. 

Forse lei ha ragione,- (al suono di quel “lei” mi è venuta la pelle d’oca: non ho neanche trent’anni!) – ma io credo che se tu scrivi delle poesie a una ragazza, se le fai capire che l’adori con le parole più belle che riesci a trovare, ti potrebbe anche salutare!

… e mondo social

Dici così solo perché c’hai provato con Isabella scrivendole poesie e lei ti ha bloccato su tutti i social – ha ribattuto la ragazza tra lo scherzoso e l’acido. Da donna, mi sembrò di leggere dell’amarezza in quella frase che doveva suonare come una burla.
Ma che c’entra?!- ha reagito subito lui.

Poi dopo qualche secondo di silenzio ha aggiunto:

Però sono sicuro che se Beatrice fosse viva oggi, sarebbe una di quelle che visualizza e non risponde…

Dinamiche di coppia e di lavoro

Mi sarebbe tanto piaciuto poter continuare quella conversazione (anche perché ero affascinata dalla dinamica di quella non-coppia di amici in cui eravamo entrati anche io, Dante, e Beatrice), ma era arrivata Simona, la ragazza che mi dà una mano, e dovevamo metterci d’accordo su alcune cose.

Tornando alla mia selezione di muffin letterari, i miei pensieri erano tutti rivolti alle donne angelo, ai racconti di salvezza, ai simboli delle opere scritte… ma anche stavolta non durò molto. Simona, alle prese con un gruppo di adolescenti entrato in massa nel locale, mi ha scosso dalle mie meditazioni chiedendomi di scendere giù in magazzino a prendere altre casse di bottiglie di coca-cola. 

Ho sceso le scale e mi sono ritrovata davanti alla porta del magazzino. Ero sul punto di aprirla quando ho sentito un rumore provenire dall’interno. Era durato pochi istanti e non era stato molto forte, ma bastò ad immobilizzarmi. Non doveva esserci nessuno lì dentro! Non c’erano finestre, quindi era impossibile che fosse entrato qualche animale. L’unica via di accesso era quella da me percorsa, ma nessun altro poteva essere sceso lì senza che io o Simona l’avessimo notato. Mentre pensavo queste cose, ho sentito da dietro la porta un tonfo, un gran trambusto e un’esclamazione di dolore.

Aspetta aspetta… C’era qualcuno nel mio magazzino! 

Alla ricerca dello “spirito guerrier”

Mi sono guardata intorno e ho cercato un oggetto che potesse funzionare da arma… non letale, possibilmente. Ho trovato il mocio. Ancora bagnato. Non ho mai sopportato l’odore della candeggina (quale altro essere vivente potrebbe?). Ho pensato che potesse andare. 

Dietro la porta, i rumori erano diventati sempre più ricorrenti e continui. Ho chiuso un attimo gli occhi per fare dei respiri molto lunghi e cercare di calmare il battito del cuore. È stato inutile. In quello stesso momento, ho pensato che forse l’adrenalina mi avrebbe resa più forte. Magari sul momento, presa dalla paura, sarei stata un Eracle con la clava, non una ventisettenne con il mocio. Mi ha gasata molto quell’immagine. Mi sono vista piombare sul nemico come Atena, la dea della guerra: bellissima e terribile. Mi sono gasata ancora di più.

E così, mentre urlavo credendomi Achille/Brad Pitt e agitavo il mocio in aria con tutta la forza che avevo non accorgendomi del fatto che mi stessi bagnando con gli schizzi (d’altra parte, avevo l’adrenalina in circolo), ho aperto la porta del magazzino e mi sono fiondata in avanti con furia… inciampando in qualcosa che era per terra. 

L’incontro

Sì, ok, non è stato molto valoroso… Altro che dea della guerra, io sarei il fante sfigato che nei film muore per primo. Dal punto in cui ero inciampata si erano levati dei lamenti. 

Ho capito! Potevo non essere Lady Oscar, ma forse Sherlock Holmes sì: non ero inciampata su qualcosa, ma su qualcuno! Sul mio assalitore! 

Stringevo ancora in mano la mia arma (dai, non ero poi così goffa), mi sono alzata in piedi con un balzo aggraziato (almeno nella mia fantasia) e ho iniziato ad abbattere il mocio ripetutamente sulla massa scura che vedevo ai miei piedi. Quella gridava e cercava di proteggersi.

Consuma altrove la tua rabbia, fiera infernale!- mi ha urlato all’improvviso. La voce era chiaramente quella di un uomo. 

MAI!– gli ho gridato, continuando a colpirlo. – Così impari a derubarmi!- (ero diventata un giustiziere senza accorgermene).

Rubare? Non son ladro, né mai lo fui! Non so dove mi trovo o perché! Aia! Miserere di me!-.

(Non sarà ora di calmarsi un attimo?)

A quell’esclamazione sono rimasta con il mocio sospeso in aria, sopra la mia testa e ho guardato con più attenzione quella figura. Era abbastanza buio, ma arrivava la luce del corridoio da cui ero entrata. L’uomo ai miei piedi ha alzato lo sguardo su di me. Aveva un naso aquilino molto pronunciato, i capelli mi sembravano scuri. Portava una giacca rossa, pantaloni e camicia neri un po’ umidi (il mocio non aveva risparmiato nessuno). Aveva un’aria stranamente familiare.

Grazie gentil donna per esserti placata– mi ha detto.

Ma tu chi sei? Che ci fai nel mio magazzino?-.

Non so che loco sia questo ove mi trovo– si guardava intorno con aria affranta. –Mi addormentai in casa… mi son risvegliato qui… in questa… – il suo sguardo vagava nel buio -selva oscura-. 

Il mocio mi è caduto di mano, mentre abbassavo le braccia.

Un attimo di silenzio.

Dante è il mio nome. Dante, figlio di Alighiero– ha aggiunto.  

3 thoughts on “La soglia letteraria

  1. Che idea carina!
    Purtroppo, il server mi dice che è irragiungibile e non ho potuto leggere l’intro, tuttavia conto di recuperare presto 🙂
    Trovo molto simpatica la trovata di far catapultare Dante ai giorni nostri, soprattutto se si vuole trasmettere la sua grandiosità ai giovani di oggi (a volte un po’ privi di fantasia ed eccessivamente… con i piedi per terra).
    Una curiosità per Federica: l’idea ti è venuta durante una delle lezioni con la tua classe? È molto interessante!
    Grazie Fede, grazie Paola per aver dato vita a questa rubrica così piacevole (la letteratura mi manca, questa potrebbe essere la strada per uscire dalla mia selva quasi-oscura).
    Un bacione ad entrambe!

    1. Ciao Giulia, ti ringrazio per aver letto La Soglia Letteraria. Sono veramente molto contenta che ti sia piaciuta l’idea. No, in realtà non è nata da una lezione in classe la voglia di catapultare Dante nel XXI secolo… è più un pensiero che mi frulla in testa da tantissimo tempo. Da anni volevo scrivere una storia ambientata in un caffè letterario e mi sono sempre immaginata che la proprietaria del bar parlasse con persone che raccontavano episodi della loro vita ispirati a personaggi letterari o alle vite degli scrittori. Poi ho scritto una tesi sull’importanza della letteratura nella vita quotidiana e con varie riflessioni sono arrivata qui con questi episodi che pubblico su In Medias Web.
      C’è anche il secondo episodio, se ti può interessare! 😉
      Un bacione grande Giulia e grazie ancora per averci letto!

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