Motivazione: gamificazione nella didattica!

Sono nel mio Palazzo della Memoria, osservo il mio Vice allenatore che lancia la palla da fuori area, la parabola perfetta, il silenzio assordante di un canestro perfetto.
Immagino di prendere in mano la palla e di lanciargliela, ricordo il suo sorriso ed appare sul suo volto.

Sono nel mio Palazzo della Memoria, osservo il mio Vice allenatore che lancia la palla da fuori area, la parabola perfetta, il silenzio assordante di un canestro perfetto.
Immagino di prendere in mano la palla e di lanciargliela, ricordo il suo sorriso ed appare sul suo volto.

Ci sono stati molti momenti nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta in cui le parole che pronunciò durante la partita più importante della mia vita.
I momenti in cui mi sembrava di non avere le qualità richieste, di non essere abbastanza, di essere in ritardo sui tempi.
Ricordavo le sue parole e come mi avevano fatto sentire.

Mi avevano dato una carica pazzesca, aiutandomi a superare la mia ansia da prestazione e trovando in me delle risorse che non immaginavo neanche.
Tutto questo ha una parola.
Motivazione.

Leve Motivazionali e Core Drives: quante motivazioni esistono?

L’Octalysis Framework di Yukai Chou, uno dei più potenti sistemi di Gamificazione al mondo!

Uno degli strumenti più importanti della Gamificazione è la Motivazione.
Quando giochiamo (ed il gioco ci diverte!) potremmo non smettere mai, e cerchiamo scuse per continuare a portare avanti il gioco il più possibile.

Il motivo è semplice: quando un gioco è “fatto” bene riesce ad innescare le nostre leve motivazionali personali in modo ripetuto e costante, il che è ciò che ci porta a non voler smettere mai.

La Gamificazione, che è la strategia con cui cerchiamo di rendere più stimolanti le normali attività umane, si è posta come obiettivo di indagare su cosa fosse davvero la motivazione e se fosse possibile attivarla facilmente anche in contesti non ludici.
Dopo tanti anni abbiamo dunque scoperto che di motivazioni ne esistono di molti tipi diversi e non tutti noi ci attiviamo per le stesse.

Nello specifico, se vogliamo usare il framework Octalysis di Yukai Chou possiamo individuare 8 tipi di motivazioni, chiamate Core Drives:

  1. Epic Meaning & Calling: si attiva quando abbiamo la sensazione di far parte di qualcosa di più grande e che il nostro ruolo sia importante
  2. Development & Accomplishment: si attiva quando possiamo migliorarci attraverso il superamento di sfide
  3. Empowerment of creativity and Feedback: si attiva quando possiamo usare la nostra creatività per superare un ostacolo 
  4. Ownership & Possession: si attiva quando ci sentiamo responsabili di qualcosa o qualcuno e vogliamo conservarlo o proteggerlo
  5. Social Influence & Relatedness: si attiva quando percepiamo la pressione sociale legata ad una scelta o quando notiamo una certa familiarità con qualcosa o qualcuno
  6. Scarcity & Impatience: si attiva quando ci sono poche risorse e dobbiamo sbrigarci per ottenere qualcosa
  7. Unpredictability & Curiosity: si attiva quando non sappiamo cosa ci aspetta e siamo curiosi di scoprirlo
  8. Loss & Avoidance: si attiva quando abbiamo paura di perdere ciò che possediamo

Queste 8 motivazioni possono essere combinate tra loro all’interno di un Gioco per spingere una persona ad attivarsi e continuare a giocare il più possibile.

Ad esempio, nel gioco dei Pokemon Go si attivano i Core Drives n.4 perché andiamo a catturare i piccoli animaletti con il nostro smartphone, ma anche il n.5 per via del condividere con altri la nostra passione.

I Core Drives possono essere usati in modo strategico per stimolare attenzione, partecipazione, coinvolgimento, soddisfazione personale.

Competenze e sensazioni che potrebbero essere fondamentali in una classe.

Core drives in una Relazione 

Il mio vice allenatore, non sapendolo, aveva attivato i Core Drives che mi servivano in quel preciso momento.

Mi diede dei Feedback capaci di farmi capire che qualcuno si era accorto dei risultati dei miei allenamenti costanti: core drive n.3 (empowerment of creativity and feedback).

Mi fece percepire che in quella partita non c’era in gioco solo la vittoria, ma anche la possibilità di perdere questo riconoscimento che avevo appena ottenuto. Non volevo deluderlo: core drive n.8 (Loss & Avoidance).

Mi aiutò a canalizzare tutte le mie energie verso un obiettivo preciso ed essere pronto a fare ciò che serviva per vincere: core drive n.2 (Development & Accomplishment).

Infine, mi fece capire che in gioco non c’ero solo io, ma tutta la squadra ed era tutto sulle mie spalle: core drive n.1 (Epic Meaning & Calling).

Senza quelle semplici parole non sarei stato in grado di giocare in modo così fantastico, perché non avrei avuto le giuste spinte motivazionali.
Come Coach sono cosciente, oggi, che le Performance di un individuo possono superare di gran lunga le sue aspettative, se subentrano le giuste condizioni.
Eppure, quante volte in classe lasciamo che un brutto voto o una brutta interrogazione ci condizioni, quando siamo bambini?
E quel condizionamento spesso resta impresso nella nostra memoria, anche per anni, spesso per sempre.

Gamificazione in classe: Game Techniques e Didattica

La didattica si basa sul raggiungimento di precisi obiettivi formativi, che però andrebbero modulati classe per classe, allievo per allievo.
Usando i Core Drives in classe sarebbe possibile costruire compiti e progetti in cui ciascun allievo possa individuare la propria Motivazione personale e sentirsi partecipe in modo naturale.
Un bambino che ha bisogno di mettersi in gioco è diverso da una bambina che invece ha bisogno che la sua creatività sia stimolata, così come entrambi potrebbero essere diversi da un altro studente che dopo aver ottenuto un bel voto durante un’interrogazione sentirà il bisogno di “difendere” la propria posizione.
I Core Drives possono essere attivati tramite l’uso di tecniche standard, chiamate “Game Techniques”, il cui scopo è “gamificare” le attività da svolgere e renderle coinvolgenti.

Ad esempio, una tecnica molto efficace è chiamata “Eredità legittima”, che fu usata con successo con me dal mio professore di filosofia al liceo (e di cui ti parlerò nel prossimo articolo!).
Questa tecnica consiste nel dare subito un vantaggio o un premio ad un giocatore e minacciare di toglierlo appena si abitua ad esso.
Per conservarlo, lo studente/giocatore dovrà impegnarsi in un’attività che avremo preparato.
È quanto succede quotidianamente con i servizi che usiamo online, che spesso sono gratuiti per un tempo limitato, per poi “obbligarci” a pagare per continuare ad usufruirne.

Quando il cervello umano si abitua ad un vantaggio, non vuole perderlo.

In classe sarebbe possibile assegnare agli allievi un voto “medio”, che diminuisce progressivamente se non si lavora e che può essere aumentato impegnandosi.

Questa progressione andrà poi mostrata e messa in evidenza tramite una classifica settimanale, magari aggiungendo la possibilità di vincere punti e premi in base ai risultati ottenuti.

Queste ultime proposte si basano sulla triade detta “PBL”, ovvero “Points, Badges and Leaderboards”, le tre tecniche più facili da implementare per gamificare un’attività.

Il punto è che il gioco, nella Gamificazione, è sempre uno strumento, ed uno strumento è tanto più utile se legato a delle motivazioni genuine.

Un allievo non ha mai un motivo personale per svegliarsi, venire in classe o accendere il pc, dedicare gran parte del suo tempo a sentirsi dire come fare le cose, per questo sta diventando sempre più difficile per loro sentirsi parte della scuola.

Eppure, basterebbe così poco.
Basterebbe riconoscerli.
Ascoltarli.
Scoprire che dentro di loro c’è molto più di quanto sospettano.
Come fece il mio vice allenatore.

Lo vedo ancora che segna canestri perfetti, da tre punti, senza fare rumore.


Ti è piaciuto l’articolo?
Se sei del team insegnanti, dimmi se ti piacerebbe utilizzare la gamificazione a scuola! Se sei del team studenti, fammi sapere se ti piacerebbe trasformare la tua classe in un gioco!

E ricorda, chi condivide, vince!

P.s.: vuoi ancora contenuti sulla gamificazione a scuola? Leggi qui:

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